2 giugno

Ho due ricordi vivissimi di questa giornata: il viso orgoglioso di mia madre che andava votare, per la prima volta nella storia della donna…

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le mattine lunghissime in via dei Fori Imperiali per la sfilata di cui mi interessava solo un momento: quando la strada si liberava ed arrivavano i bersaglieri con la fanfara a passo di corsa…

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Votare oh oh…

Ho “rubato” queste parole ad un amico, Maurizio Lenzi, perchè sono in perfetta sintonia con il mio pensiero e le mie scelte…

Con questa amarezza mi accingo a fare il mio dovere di cittadino e vado a votare cercando un barlume di speranza.
Voterò per chi ha urlato meno, per chi non ha ricette miracolose per sconfiggere la povertà (buffoni), l’illegalità (pavidi) o l’immigrazione (razzisti); per chi non finge di fare opposizione (falsi) e pasteggia nella stessa mangiatoia. 
Non darò un voto di protesta, non mi asterrò e non annullerò la scheda! Non sarà facile, ma voterò con la speranza di aver scelto il meglio possibile per rappresentare la mia visione del mondo.

Spero di esserci riuscita, spero in un futuro migliore…

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Pasqua Epifania tutte le feste le porta via…

Dal Vangelo di oggi “Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”

Così scrive Davide Maria Turoldo:

Eran partiti da terre lontane:
in carovane di quanti e da dove?
Sempre difficile il punto d’avvio,
contare il numero è sempre impossibile.
Lasciano case e beni e certezze,
gente mai sazia dei loro possessi,
gente più grande, delusa, inquieta:
dalla Scrittura chiamati sapienti!
Le notti che hanno vegliato da soli,
scrutando il corso del tempo insondabile,
seguendo astri, fissando gli abissi
fino a bruciarsi gli occhi del cuore!

Naufraghi sempre in questo infinito,
eppure sempre a tentare, a chiedere,
dietro la stella che appare e dispare,
lungo un cammino che è sempre imprevisto.
Magi, voi siete i santi più nostri,
i pellegrini del cielo, gli eletti,
l’anima eterna dell’uomo che cerca,
cui solo Iddio è luce e mistero.

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Hanno camminato per giorni scrutando il cielo, seguendo una stella che appare e scompare, con gli occhi volti all’infinito e sono arrivati davanti ad un bambino – come tutti i bambini del mondo – e a lui si sono prostrati ed hanno presentato i loro doni…

Epifania – Manifestazione

Non è nelle cose grandi e imponenti che si trova la verità ma nelle cose piccole e semplici, nella normalità della nostra vita … basta avere gli occhi grandi come li hanno avuti i Magi!

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Buona Epifania!



31 dicembre 2018

L’anno si è ormai consumato, e nonostante per tanti sia stato difficile, se siamo qui è perché siamo stati capaci di camminare, di sudare, di portare avanti la vita.
E allora è tempo di creare un nuovo spazio perché nuovi desideri possano mettere radice:
“Bisogna liberare un letto per ospitare qualcuno. Bisogna liberare il proprio dire per ascoltare. Bisogna liberare un tavolo per apparecchiarlo. Bisogna liberare le proprie ragioni per arricchirsi di punti di vista nuovi. Bisogna liberare un’agenda per vivere un incontro. Bisogna liberare i nostri rimorsi per vivere solo cominciamenti. Bisogna liberare i rimpianti per scoprire senso in tutto. Bisogna liberare il bisogno di controllare per assaporare l’ebbrezza della fiducia. Bisogna liberare il proprio avere per scoprire i miracoli della condivisione. Bisogna non aver paura di togliere qualcosa. Togliere non è perdere, non è ridurre, è esattamente il contrario. Togliere è fare spazio alla novità, alla vita che cresce, al bene che moltiplica tutto ciò che abita.”

(fra’ Giorgi Bonati)

vento in poppa

Auguri!!

Stamani mi sono svegliata con in testa la poesia dei miei 4 anni!

“E’ Natale, è Natale
gli angoletti son discesi
hanno candide le ali
e i capelli tutti d’or.
O mammina mia diletta
o mio caro e buon papà
questa vostra figlioletta
tanti auguri oggi vi fa!”

Con questa ingenua poesiola faccio a tutti il mio più sincero augurio di un vero Natale!

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8 dicembre

 

 

Vergine madre, figlia del tuo figlio,

umile e alta più che creatura,

  termine fisso d’etterno consiglio,

tu se’ colei che l’umana natura

nobilitasti sì, che ‘l suo fattore

   non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore,

per lo cui caldo ne l’etterna pace

così è germinato questo fiore.

Qui se’ a noi meridïana face

di caritate, e giuso, intra ‘ mortali,

se’ di speranza fontana vivace.

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,

che qual vuol grazia e a te non ricorre,

sua disïanza vuol volar sanz’ali.

La tua benignità non pur soccorre

a chi domanda, ma molte fïate

liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,

in te magnificenza, in te s’aduna

quantunque in creatura è di bontate.

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