1° maggio

Buon Primo Maggio a chi ha la fortuna di lavorare, a chi il lavoro lo sta cercando, a chi é precario e a chi il lavoro rischia di perderlo e a chi purtroppo lo ha perso.
Buon primo maggio a chi ha la fortuna di amare quello che fa e chi invece lavora per amore della sua famiglia
Buon primo maggio a chi lavora con le mani rendendo sacro quello che tocca, a chi lavora con il cuore regalando sogni all’umanità, a chi lavora con la testa e ci permette un mondo migliore
Buon primo maggio a chi non é sopravvissuto al lavoro perché non si può morire di lavoro.

(Cristina Scaletti) *

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  • Cristina è stata Assessore alla Cultura di Firenze e contiua ad essere attiva nella Giunta fiorentina con intelligenza e senso della realtà, pensando al benessere della città e dei fiorentini. E’ una Donna a tutto campo, è medico, è sportiva effettiva… insomma è un esempio per le donne…)

Buona Pasqua!

L’annuncio della Resurrezione è un inno di gioia!

Auguro a tutti di lasciarsi riempire dai doni del Risorto: gioia, pace, misericordia, che ci accompagnino nel cammino della vita!

Esulti il coro degli angeli, 
esulti l’assemblea celeste: 
un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto. 
Gioisca la terra inondata da così grande splendore; 
la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo. 
Gioisca la madre Chiesa, splendente della gloria del suo Signore, 
e questo tempio tutto risuoni 
per le acclamazioni del popolo in festa. 
E voi, fratelli carissimi, 
qui radunati nella solare chiarezza di questa nuova luce, 
invocate con me la misericordia di Dio onnipotente.
(Messa della notte)

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14 febbraio 2018: San Valentino o mercoledì delle Ceneri?

E’ una giornata particolare questa, due feste che sembrano agli antipodi l’una dell’altra… San Valentino e il mercoledì delle Ceneri… eppure io credo che ci sia un legame forte tra loro ed è l’amore!

Da una parte una festa che è diventata più commerciale che altro ma che dovrebbe far riflettere sulla verità dell’amore che hai per una persona speciale per te: non ami di più se fai un regalo un giorno ma se le/gli doni il tuo amore sempre… dall’altra una festa che ti fa riflettere sulla qualità del tuo amore per tutte le persone del mondo e non farti sentire bravo perché fai determinati gesti.

Ha senso pensare alla fame del mondo, non tanto astenersi dalla carne… e digiunare un giorno non ti rende più bravo ma ti fa capire quanto siamo dipendenti dal cibo e dalle cose materiali…

Invece di contrapporre le cose con astio, che non fa bene a nessuno, facciamole convivere…

E dopo la “predica” vi auguro una bella giornata in cui le due feste si diano la mano con gioia!

Bis

 

EPIFANIA

Eran partiti da terre lontane:
in carovane di quanti e da dove?
Sempre difficile il punto d’avvio,
contare il numero è sempre impossibile.
Lasciano case e beni e certezze,
gente mai sazia dei loro possessi,
gente più grande, delusa, inquieta:
dalla Scrittura chiamati sapienti!
Le notti che hanno vegliato da soli,
scrutando il corso del tempo insondabile,
seguendo astri, fissando gli abissi
fino a bruciarsi gli occhi del cuore!
Naufraghi sempre in questo infinito,
eppure sempre a tentare, a chiedere,
dietro la stella che appare e dispare,
lungo un cammino che è sempre imprevisto.
Magi, voi siete i santi più nostri,
i pellegrini del cielo, gli eletti,
l’anima eterna dell’uomo che cerca,
cui solo Iddio è luce e mistero.

(Davide Maria Turoldo)

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AVVENTO

Affascinate, cieli, con la vostra purezza queste notti d’inverno
e siate perfetti!
Volate più vive nel buio di fuoco, silenziose meteore,
e sparite.

Tu, luna, sii lenta a tramontare,
questa è la tua pienezza!

Le quattro bianche strade se ne vanno in silenzio
verso i quattro lati dell’universo stellato.
Il tempo cade, come manna, agli angoli della terra invernale.

Noi siamo diventati più umili delle rocce,
più attenti delle pazienti colline.

Affascinate con la vostra purezza queste notti di Avvento,
o sante sfere,
mentre le menti, docili come bestie,
stanno vicine, al riparo, nel dolce fieno,
e gli intelletti sono più tranquilli delle greggi che
pascolano alla luce delle stelle.

Oh, versate, cieli il vostro buio e la vostra luce sulle nostre
solenni vallate:
e tu, viaggia come la Vergine gentile
verso il maestoso tramonto dei pianeti,
o bianca luna piena, silente come Betlemme!

 

(Thomas Merton)

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Domenica delle Palme

Cito dal web:

Si tratta di una festività ricca di simbolismo e condivisa da cattolici, protestanti e ortodossi: la palma da sempre indica l’anno solare poiché produce una foglia ogni mese. La palma è anche simbolo di risurrezione poiché rinasce dalle proprie ceneri e per questo in greco è conosciuta, come “phoinix”, ovvero fenice mentre, nell’occidente cristiano, laddove non ci sono palme viene spesso sostituita dall’ulivo, simbolo dell’unzione di Gesù, o da rametti intrecciati con fiori, se non ci sono palme o ulivi, come nelle zone del nord Europa.

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E’ la giornata in cui Gesù è stato accolto con gioia e osanna a Gerusalemme da quelle stesse persone che qualche giorno dopo urleranno “cocifiggilo”…

Un rametto che sia di pro-memoria. Che mi permetta di vivere questa settimana così forte e carica di buio e luce quanto più profondamente possibile, nel silenzio e nell’ascolto, in questi giorni in cui abbiamo tanto bisogno di speranza per ritrovare la pace.

Auguro a tutti una Settimana Santa … veramente santa!

Fare spazio al nuovo che arriva

Siamo davanti ad una grotta, dove si sono rifugiati due giovani perché il loro bambino nascesse almeno sotto un riparo visto che nella città di Bethlehem avevano trovato solo porte e cuori chiusi.

Se il desiderio di verità ci spinge, come i magi, ad intraprendere un viaggio – che sia anche lungo e difficile non importa – se avremo volontà e perseveranza perché quello che cerchiamo è “il tesoro nel campo”, la festa di oggi ci dice di metterci in cammino: non aspettiamoci però di trovare un re su un trono sfolgorante!

Dobbiamo aprire gli occhi e liberare il cuore…

Qui prendo a prestito le parole lette anni fa sul web (non ricordo il nome di chi le ha scritte), che mi hanno illuminato la strada:

“Bisogna liberare un letto per ospitare qualcuno. Bisogna liberare il proprio dire per ascoltare. Bisogna liberare un tavolo per apparecchiarlo. Bisogna liberare le proprie ragioni per arricchirsi di punti di vista nuovi. Bisogna liberare un’agenda per vivere un incontro. Bisogna liberare i nostri rimorsi per vivere solo cominciamenti. Bisogna liberare i rimpianti per scoprire senso in tutto. Bisogna liberare il bisogno di controllare per assaporare l’ebbrezza della fiducia. Bisogna liberare il proprio avere per scoprire i miracoli della condivisione. Bisogna non aver paura di togliere qualcosa. Togliere non è perdere, non è ridurre, è esattamente il contrario. Togliere è fare spazio alla novità, alla vita che cresce, al bene che moltiplica tutto ciò che abita.”

Buona Epifania!

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